Il Carabiniere 1913

Cast e regia

Ritratto di Alberto Capozzi

Alberto Capozzi

Genova, 1886 — Roma, 1945 Carabiniere Moretti

È stato uno dei più importanti attori del cinema muto italiano, un vero e proprio "divo" della sua epoca.

Proveniente da una ricca famiglia di armatori genovesi, entrò inizialmente in seminario. Tuttavia, la vocazione per il palcoscenico fu più forte, portandolo ad abbandonare la tonaca per le scene teatrali. Iniziò la sua carriera in teatro, ma raggiunse la celebrità internazionale con il cinema, unendosi alla casa di produzione Itala Film di Torino.

Il suo aspetto elegante e la sua recitazione misurata lo resero perfetto per i ruoli di aristocratico.

Il suo successo fu consacrato da film storici e drammatici di grande impatto per l'epoca come Lo schiavo di Cartagine del 1910 e La caduta di Troia del 1911, uno dei primi grandi kolossal del cinema italiano.

Con l'avvento del cinema sonoro la sua stella iniziò a declinare, come accadde a molti attori della sua generazione. Tuttavia, non abbandonò mai del tutto le scene, continuando a lavorare come caratterista in diverse pellicole degli anni '30 e '40 (tra cui una piccola parte in I promessi sposi di Mario Camerini del 1941).

Morì a Roma nel 1945, lasciando l'eredità di uno dei pionieri che hanno contribuito a rendere grande l'industria cinematografica italiana agli albori della sua storia.

Un dettaglio curioso: Capozzi, al culmine della fama, riceveva centinaia di lettere d'amore da ammiratrici di tutto il mondo. Non avendo tempo e voglia di leggerle tutte, pare che le passasse al suo amico, il celebre poeta e regista Nino Oxilia, il quale si divertiva a rispondere a nome dell'attore.

Ritratto di Egidio Candiani

Egidio Candiani

Maresciallo

Non conosciamo le sue tracce biografiche, ma Egidio Candiani è stato un attore molto attivo negli anni '10 del novecento.

Volto ricorrente della Ambrosio Film di Torino, una delle case di produzione più prestigiose dell'epoca, si distinse soprattutto nel genere dei drammi mondani e nei film d'avventura.

Come quasi tutti i divi del muto, Candiani aveva solide radici teatrali, che gli permettevano di gestire quella recitazione mimica necessaria quando non c'era il supporto della voce.

Candiani era spesso associato a ruoli di "cattivo" o di "uomo di mondo". Nel film Il supplizio dei leoni del 1914, il suo titolo più noto, interpretò il ruolo di un domatore, dimostrando una fisicità notevole che suggerisce una formazione atletica o circense precedente al cinema.

Dopo il 1915, il suo nome scompare quasi del tutto dai crediti cinematografici. Molti attori di quella leva furono chiamati al fronte per la Grande Guerra e alcuni non fecero più ritorno sulle scene, anche per l'avvento del sonoro.

Ritratto di Ubaldo Maria Del Colle

Ubaldo Maria Del Colle

Roma, 1883 — 1958 Regia

Ubaldo Maria Del Colle è stato un vero gigante del cinema muto italiano: non solo un regista prolifico, ma anche un attore di grande carisma e un produttore lungimirante. Se Alberto Capozzi era il volto da copertina, Del Colle era spesso la mente dietro la macchina da presa.

Iniziò la carriera come attore teatrale, ma fu il cinema a dargli la vera gloria. Nel 1911 entrò nella prestigiosa Itala Film di Torino, recitando in film storici come La caduta di Troia, dove interpretò il ruolo di Achille.

Ben presto passò dietro la macchina da presa, dimostrando un talento naturale per la narrazione visiva. Fu uno dei primi a intuire il potenziale dei serial polizieschi, dirigendo episodi della serie Raffles: il ladro gentiluomo. Tra i suoi film più noti, Maman Poupée del 1919, considerato un capolavoro di sensibilità psicologica.

Ubaldo Maria Del Colle fu fondamentale per lo sviluppo dell'industria cinematografica a Napoli, lavorando per la Lombardo Film, che più tardi sarebbe diventata la leggendaria Titanus, e contribuendo a realizzare film che mescolavano il dramma passionale con l'estetica del paesaggio mediterraneo.

Con la crisi del cinema italiano negli anni '20 e l'arrivo del sonoro, la sua carriera di regista di punta si interruppe. Tuttavia, la sua conoscenza tecnica era tale che continuò a lavorare nel settore, spesso come direttore di produzione o aiuto regista, partecipando anche a film importanti come I bambini ci guardano (1943) di Vittorio De Sica.